Cos'è la dissociazione? Capire e contestualizzare l'esperienza dei pazienti
- Federica Carbone
- 15 set 2023
- Tempo di lettura: 5 min
Tutt'a un tratto, guardandomi allo specchio mi vidi diversa. Ero io ma come se ci fosse un'altra dimensione, vedevo cose mai viste prima. Sembrava mi fossi spostata, non più da quella parte ma dall'altra; non davanti allo specchio ma nello specchio, fuori da me. Non mi stavo guardando bensì da me ero guardata.
Chi mi conosce lo sa e chi non mi conosce lo impara presto: il mio punto di forza è quello di riuscire a parlare di salute mentale tenendo sempre al primissimo posto il punto di vista dei pazienti. Per quanto mi riguarda sintomi, salute e malattia mentale non sono nulla se estrapolate dal contesto dell'esperienza umana e questo vale anche per la dissociazione.
Nel ricco panorama dei contenuti online sulla salute mentale sembra sia già stato detto tutto eppure ci sono ancora moltissimi aspetti che restano indietro perché creano poco clamore, sembrano troppo difficili, noiosi, divisivi o semplicemente si prova vergogna o imbarazzo a scriverne.
Proviamo invece a dare una chance a questo sottobosco rischiarandolo alla luce della vita vissuta!
Che cos'è la dissociazione?
ATTENZIONE: nomino l'autolesionismo!

A chi dovesse chiederlo risponderei che è un'esperienza e più in particolare il fare esperienza di disconnessione tra noi stessi e il contesto materiale (il nostro corpo, le persone) e immateriale (pensieri, emozioni, sentimenti, percezioni, memorie) che ci circondano. Essere dissociati è esserci ma non esserci, proprio come raccontavo in apertura di post condividendo la mia esperienza con la depersonalizzazione.
Si può manifestare il molti modi, tra i più comuni ci sono:
depersonalizzazione: disconnessione dal proprio corpo. Per esempio, non sentirlo più, percepirlo o vederlo diverso, pensare che non sia quello giusto, quello nostro. La depersonalizzazione è comune durante gli atti autolesivi;
derealizzazione: disconnessione dal contesto, dall'ambiente. Per esempio, non riconoscere i propri parenti, amici, figli, il partner o percepirli diversi; non riconoscere la casa o luoghi molto familiari, sentirli finti quasi fossero artefatti;
amnesia: disconnessione dalla memoria. È l'impossibilità di richiamare fatti, eventi e tutto ciò che a questi fatti ed eventi è attaccato emotivamente e sentimentalmente. Può essere circoscritta a un evento o un periodo di tempo, selettiva dello specifico aspetto di un evento o generalizzata all'identità e alla storia personale.
La parabola della dissociazione: da esperienza a disturbo
Dissociarsi non è sempre sintomo di malattia mentale, non è strano e nemmeno una vergogna. Guardate me: io mi dissociavo e a volte mi capita tutt'ora ma non ho mai pensato fosse un problema. Anzi, a dirla tutta ho scoperto che quelle sensazioni erano effettivamente dissociazione solo parlandone con le mie compagne di percorso durante la terapia di gruppo!
Non ho mai portato la dissociazione all'attenzione della mia psicoterapeuta perché non era un sintomo per me: non era ricorrente, egodistonica* e neppure intrusiva. Perché avrei dovuto preoccuparmene? Perché avrei dovuto lavorarci?
Con questo però non voglio pensiate che l'ho lasciata cadere nel vuoto. Semplicemente, quando arrivava la dissociazione (soprattutto quella che coinvolgeva le persone care, quando guardandole mi sembravano diverse) capivo che ero sotto forte stress e dovevo rallentare. Ecco, di quello mi preoccupavo: di non sovraccaricarmi.
Del resto la dissociazione è un fenomeno umano che in parte ci coinvolge tutti senza alcuna conseguenza: vi è mai capitato di tornare a piedi da scuola e arrivati sotto casa chiedervi "ma come ci sono arrivato fin qui?", quella era una forma di dissociazione. La mente conoscendo il percorso da scuola a casa riporta al punto di partenza automaticamente, con il pilota automatico, anche se si è immersi nei propri pensieri. Un altro esempio? Entrati in cucina vi bloccate e vi chiedete: "che dovevo fare?".
La dissociazione diventa sintomo quando l'esperienza è disturbante e diventa disturbo quando crea un'interferenza significativa nel funzionamento della persona, nello svolgimento delle attività quotidiane, nelle relazioni e nella qualità della vita. I disturbi dissociativi da DSM sono:
disturbo dissociativo dell'identità;
amnesia dissociativa;
disturbo di depersonalizzazione/derealizzazione;
disturbo dissociativo con altra specificazione;
disturbo dissociativo senza specificazione;
Inoltre, l'esperienza egodistonica della dissociazione e i sintomi dissociativi possono essere sperimentati all'interno di un sacco di condizioni: depressione, disturbo bipolare, disturbi di personalità, disturbo da stress post-traumatico, disturbi psicotici ecc.
Trauma, stress e come influiscono sui sintomi e i disturbi dissociativi

I disturbi dissociativi sono strettamente collegati al trauma.
Negli Stati Uniti, in Canada e in Europa la prevalenza di abuso e trascuratezza nell'infanzia tra le persone con questo disturbo è di circa il 90%. (DSM, V edizione, pag. 341)
L'abuso fisico e sessuale sono fattori che alzano notevolmente il rischio di sviluppare un disturbo dissociativo e sono situazioni che possono riattivarlo e mantenerlo interferendo attivamente con la recovery. E anche in caso di guarigione, un periodo di stress specie se forte, improvviso o prolungato può portare a una ricorrenza transitoria dei sintomi.
Altre situazione che potrebbero innescare il ritorno dei sintomi - da DSM - sono:
l'allontanamento dal contesto traumatico per esempio quando si entra in comunità o in casa famiglia;
quando i figli della persona con sintomi o disturbi dissociativi raggiungono l'età in cui lei ha subito il trauma;
quando si rivivono esperienze che riportano alla memoria il trauma;
la morte o la malattia di chi ha abusato della persona.
Dissociazione, disturbo dissociativo e disturbo borderline di personalità
ATTENZIONE: nomino l'autolesionismo!
La dissociazione come sintomo, oltre che nei disturbi dissociativi, può essere presente anche nel disturbo borderline di personalità. Perché se è vero che sono condizioni differenti è altrettanto vero che hanno molti più punti in comune di quanto non venga divulgato.
Tanto per cominciare:
sono coinvolte le stesse aree cerebrali sia nel disturbo dissociativo che nel disturbo borderline: corteccia orbitofrontale, ippocampo, amigdala...;
il trauma è tra le cause di sviluppo di entrambi i disturbi;
l'autolesività è un sintomo molto comune anche nel disturbo dissociativo dell'identità,
come anche la frammentazione del Sé*;
Come vedete, pur rimanendo due disturbi e due esperienze distinte molto le accomuna. È anche questa una delle ragioni per le quali quando parlo di salute mentale includo tutte le diagnosi: perché non ha alcun senso dividerci in gruppi, non c'è motivo per scegliere di combattere una sola battaglia, quella che ha il nome della nostra etichetta diagnostica.
Una psichiatria e una psicologia più umane e più educate a considerare i pazienti come persone ancora competenti, nonostante la salute compromessa, saprà trattare con rispetto chiunque a prescindere dal nome della malattia di cui soffre.
Ed è a questo che come comunità degli utenti dobbiamo assolutamente puntare.

GLOSSARIO DEL POST:
egodistonico: si dice di un'esperienza interna altamente disturbante che la persona non vorrebbe aver mai vissuto e non vorrebbe vivere mai più. Ad essere egodistonici possono essere i pensieri, le emozioni ma anche le azioni.
frammentazione del sé: chi non sa chi è, cosa gli piace, verso cosa è portato, chi non sa mettere confini tra sé e gli altri, chi è suggestionabile tendenzialmente ha un Sé frammentato. Se fino ad un certo punto della propria vita è normale non avere certe consapevolezze, da una certa età in poi inizia a diventare problematico.








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