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Psicoterapie adatte a trattare il disturbo borderline: quali sono e dove trovarle?


ragazza seduta su un muretto al Gianicolo

È più che naturale chiedersi quali siano le psicoterapie più adatte a trattare il disturbo borderline di personalità. Una volta che viene diagnosticato infatti siamo solo all'inizio del percorso di recovery e la verità è che una terapia a-specifica (cioè non specifica), molto probabilmente, non darà i risultati sperati né in termini di gestione né in termini di guarigione dal disturbo, perpetrando la credenza che non sia possibile venire fuori dai disturbi di personalità.


Facciamoci due chiacchiere allora su quale sia la differenza tra cosa sia un percorso specifico per il disturbo borderline di personalità vs un percorso a-specifico. Che ne pensate?


Vuoi condividere qualcosa con tutti i lettori: usa i commenti! Non si sa mai a chi, la tua esperienza, potrebbe essere utile :)


Cosa troverete in questo post:

  1. Trattare il disturbo borderline di personalità: le esigenze dei pazienti

  2. Le difficoltà dei professionisti

  3. Ma esistono queste psicoterapie efficaci sul disturbo borderline?!


Introduzione:

TW: menziono il suicidio

Il disturbo borderline di personalità è una psicopatologia ovvero una condizione che influendo negativamente sul funzionamento personale, relazionale e sulla qualità di vita genera significativo malessere in chi ne soffre. Impatta sulle funzioni cognitive, la regolazione delle emozioni, sul comportamento ma alla base del disturbo ci sono cause ambientali, biologiche, sociali, psicologiche che lo innescano e lo mantengono. Ha una sintomatologia estremamente invalidante che può portare fino all'estremo di tentare il suicidio e riuscire a togliersi la vita in una percentuale piuttosto alta dei casi (tra il 3% e il 10%).


Per mia esperienza personale, riuscire ad ottenere una diagnosi per poi trovare un percorso terapeutico specifico è estremamente difficile. Ho avuto un ritardo diagnostico di più di dieci anni e questo nonostante io mi sia rivolta ad uno psichiatra e abbia iniziato tre percorsi psicoterapeutici diversi prima di approdare all'ultimo: quello presso di Day Hospital per i Disturbi di Personalità del San Raffaele Ville Turro di Milano - che però purtroppo è stato chiuso.


Trattare il disturbo borderline di personalità: le esigenze dei pazienti

Il disturbo borderline di personalità fa parte di un quartetto di disturbi detti 'drammatici' perché sono tutti e tre caratterizzati da una grandissima difficoltà nella regolazione delle emozioni. Il disturbo borderline in particolare viene proprio definito 'disturbo da disregolazione emotiva' o 'disturbo nella regolazione delle emozioni'.


Presenza telefonica continuativa

La dottoressa Marsha Linehan, psicologa e creatrice della terapia dialettico comportamentale - DBT, il primo protocollo terapeutico ad essersi dimostrato evidence-based cioè scientificamente efficace sul disturbo borderline di personalità, ha capito fin da subito che era fondamentale per i pazienti avere qualcuno disponibile 24 ore al giorno, 7 giorni su 7 per imparare a gestirlo.


Una prima grandissima difficoltà dei pazienti con disturbo borderline quindi, dopo il ritardo diagnostico, è trovare un terapeuta che sia in grado di assicurare quella presenza costante che sarebbe richiesta quantomeno nella prima fase della psicoterapia.

Ricordo bene quando si fece la sua prima comparsa, esplosiva, il mio disturbo. Avevo circa 19 anni e iniziai ad avere una crisi dietro l'altra e più lottavo e mi dimenavo per uscirne con le mie forze (qualsiasi cosa questo significhi...) e più ci ricascavo dentro, peggio di prima. Un ciclo continuo. Chiamavo la mia psicologa di allora in continuazione perché avevo bisogno di capire cosa mi stesse accadendo, ero letteralmente terrorizzata. Era agosto. Lei, giustamente in vacanza, tentava di non rispondere e le poche volte che lo faceva non era in grado di contenere l'angoscia. Questo ha decretato la fine della nostra collaborazione terapeutica.


Strategie pratiche

Ricordo bene che la prima fase della psicoterapia che seguii presso il San Raffaele - la terapia GET - era incentrata sull'imparare una serie di strategie da mettere poi in pratica al momento della disregolazione emotiva. I pazienti che si disregolano hanno una parte del cervello (l'amigdala) iperattiva che manda impulsi fortissimi di urgenza e un'altra (la corteccia prefrontale) che non riesce a calmare quegli impulsi.


Questo - ma non solo questo - crea notevoli difficoltà anche in altre funzioni cosiddette esecutive, tra queste funzioni ci sono: il senso dell'orientamento, mantenere l'attenzione e la concentrazione, il senso del tempo, la capacità di iniziare le attività (cosa che influisce tantissimo nell'inizio della terapia) e la regolazione dei comportamenti.

La psicoterapia adatta al trattamento del disturbo è in grado di allenare il cervello e cambiare significativamente il volume sia dell'amigdala che della materia grigia in modo che la prima sia meno reattiva e che la seconda sia più responsiva. Non solo: è anche in grado di attenuare la connettività del cervello laddove sia troppo forte diminuendo di parecchio la sintomatologia. PARLO A CHI HA SUPERATO IL DISTURBO: se vi sentite più intelligenti ora è perché effettivamente il vostro cervello funziona molto meglio.


Le strategie pratiche insegnate nella prima fase della psicoterapia contribuiscono a:

  • ridurre il numero delle crisi,

  • ridurre la durata delle crisi,

  • gestire meglio la sintomatologia in generale,

  • performare meglio nella quotidianità,

  • avere più energia dunque nel complesso aumenta la qualità della vita.

Psicoeducazione

Dopo aver scoperto di avere il disturbo borderline, ad un certo punto, si vuole sapere come funziona e il perché e il percome si provano certe cose. La psicoeducazione è una parte irrinunciabile della psicoterapia. Questo pezzo è precluso a chiunque non riceva chiaramente una diagnosi:

  • sia se la persona non è stata proprio sottoposta a iter diagnostico perché non si può fare psicoeducazione su un disturbo che non è stato diagnosticato

  • sia se il terapeuta non comunica chiaramente la diagnosi perché dovrà rimanere sempre vago sul perché si sta parlando proprio di una certa cosa e il paziente o la paziente non riuscirà ad avere un quadro generale sul quale riuscire a formarsi un'opinione e sul quale lavorare in autonomia.

Ovviamente queste sono solo tre dei bisogni dei pazienti che ne avrebbero molti di più e soprattutto vanno poi tarate caso per caso sulla singola persona. Queste però sono universali, servono realmente a tutti e le sottolineo perché creano difficoltà ai professionisti ed è per questo che è così difficile vedere soddisfatti questi bisogni...


Le difficoltà dei professionisti

Capirete che per poter garantire tutte queste cose un professionista solo non può bastare, c'è bisogno di un'équipe multidisciplinare che possa accompagnare la persona sotto diversi punti di vista e inoltre, che lavori su diversi aspetti.


Marsha Linehan nel suo libro specifica che lavorare con pazienti con disregolazione emotiva è logorante per un professionista e che per evitare il burn out ci deve essere un team di riferimento nel quale portare il proprio caso e fare supervisione. La supervisione è quella pratica per la quale un terapeuta parla della persona che sta seguendo con altri terapeuti più esperti e neutrali per poter lavorare su come lui o lei percepisce il paziente e vive la relazione terapeutica.


I professionisti per quanto preparati sono comunque esseri umani e devono essere accompagnati anche loro. Fare finta che questo non sia vero va a discapito del terapeuta oltre che del paziente stesso!

Privatamente un supporto di questo tipo si può certamente organizzare ma sarà, per forza di cose costoso e quindi poco accessibile a chi non ha la stabilità economica per poterselo permettere! Inoltre certe emergenze non si possono comunque gestire privatamente e approdare nel pubblico diventa assolutamente necessario.


La cosa giusta da fare sarebbe implementare il pubblico, la capacità di presa in carico del servizio sanitario nazionale che però fa resistenza ad investire denaro sulla salute mentale perché: bisogna assumere personale, formarlo adeguatamente, assegnare una struttura dove fare psicoterapia, organizzare una servizio che deve comprendere anche un monitoraggio...


Fé ma dove devo andare per farmi curare?! Per quanto riguarda gli indirizzi è molto difficile trovarli e orientarsi: nel mio ebook "Disturbo borderline di personalità: dalla diagnosi alla recovery" ne ho elencati più di 40 e continuerò la mia ricerca per poterli aggiornare un po' per volta ma dato che non voglio dare indirizzi - perché purtroppo esistono anche professionisti che dicono di poter somministrare una terapia per la quale in realtà non hanno certificazione - mi ci vuole un sacco di tempo. Inoltre, vi devo dire la verità ci sono delle regioni totalmente sprovviste tanto nel pubblico quanto nel privato.


Ma esistono queste psicoterapie efficaci sul disturbo borderline?!

Sì, esistono. Esistono santo cielo!!!

Dalle costole della famosa terapia cognitivo comportamentale ad esempio sono usciti diversi trattamenti:

  • DBT - terapia dialettico comportamentale

  • Schema Therapy

  • ACT - acceptance and commitment therapy la terapia basata sull'accettazione e l'impegno

  • il metodo STEPPS (solo ed esclusivamente di gruppo)

Ci sono poi la terapia MBT - basata sulla mentalizzazione, la Terapia Metacognitiva Interpersonale e i Gruppi Esperienziali Terapeutici entrambe ideate in Italia, c'è la TFP - terapia focalizzata sul transfert (che mi risulta facciano solo a Parma per ora...), altre metodologie sono meno reperibili in Italia ma comunque se già solo queste che vi ho elencato venissero rese realmente accessibili saremmo un bel passo avanti!


Queste metodologie infatti non sono efficaci solo sul disturbo borderline di personalità e avere almeno un'équipe specializzata in ogni città rappresenterebbe già un enorme sollievo sia per il servizio pubblico stesso perché quantomeno saprebbero dove inviare i pazienti senza doverli vedere fare avanti e indietro in pronto soccorso a vuoto, sia per le famiglie che non dovrebbero uscire fuori regione per tentare di trovare un trattamento efficace per i propri cari.


ragazza che mostra un libro

Ti hanno diagnosticato il disturbo borderline di personalità e vuoi leggere qualcosa che ti risuoni? Sei un parente, amico, partner e vorresti essere utile durante le crisi? Sei un professionista e ti piacerebbe conoscere l'esperienza di una ex-paziente?


Tra le tante info troverai anche:

  • strategie di gestione della disregolazione emotiva

  • 32 carte a colori da ritagliare e portare con te

  • template da leggere per aiutare durante le crisi

 
 
 

1 commento

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decantonella
18 nov 2024
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Esaustivo, un' àncora, un punto di partenza...grazie

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Ciao e grazie di essere qui!

Dopo anni di social ho in programma di dare libero sfogo alla curiosità e al mio sguardo da ex paziente, tornare a produrre contenuti più approfonditi, rovistare tra le notizie e coinvolgere le mie conoscenze per rispondere a tutte le domande alle quali, di solito, non troviamo risposta né online né sui social.

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