top of page

Le cause del disturbo borderline di personalità: esplorando le radici profonde


Le cause del disturbo borderline; ragazza tra i glicini; Federica Carbone

Sapevo che nel mio passato c'erano stati eventi estremamente crudi. In una sola parola: abuso.

Violenza fisica e verbale, che avevo subito o della quale ero stata spettatrice. Più di un trauma con la T maiuscola ovvero quelli in cui ho pensato che sarei morta, che non ci sarebbe stato nient'altro dopo.


Non ero consapevole dei tanti, tantissimi traumi relazionali - quelli con t minuscola - quelli causati dalle micro-aggressioni verbali continue, sia in casa che sfortunatamente a scuola e non dai compagni e dalle compagne bensì dei professori, anzi dalle professoresse. Sempre, a partire dalla prima media all'ultimo anno di liceo...


Ma può esserci stato questo alla base del mio disturbo? Oppure no? O c'è dell'altro? Quali sono le cause del disturbo borderline di personalità?


Introduzione

Lasciatemi introdurre il disturbo per chi dovesse trovarsi a passare di qui per la prima volta. Per chi invece già mi conosce questa introduzione potrebbe fungere da rispasso (che non fa mai male!).

Il disturbo borderline è un disturbo di personalità ovvero una psicopatologia che non appare dal nulla ma che da un certo punto della vita della persona inizia a crescere, come un semino, intrecciandosi alla naturale crescita ed evoluzione della personalità.


Influisce sul modo in cui la persona pensa, si sente (mi riferisco a emozioni e sentimenti) e gestisce le relazioni con gli altri. Non è un "capriccio" o una fase temporanea ma una malattia vera e propria, assolutamente trattabile e gli studi in proposito dimostrano sia anche curabile! Sì, voglio proprio dire che ad un certo punto si può arrivare a non averla più.



L'incidenza del disturbo borderline è significativa: alcuni studi suggeriscono che colpisca circa l'1-2% della popolazione generale - fino ad arrivare a un 5.9% secondo altri - ma nella popolazione psichiatrica si arriva anche al 20%! Oltre alle sfide intrinseche del disturbo, chi ne soffre, deve affrontare anche quelle esterne: lo stigma sociale. Date che si devono affrontare quotidianamente giudizi e pregiudizi, prese in giro se non vere e proprie aggressioni, il ché può essere paralizzante ostacolando l'accesso alle cure e rallentare incredibilmente il processo di recovery!


Un altro fatto importante da sottolineare è che, nonostante quel che ANCORA si racconta, il disturbo borderline di personalità non è un disturbo femminile. Questa percezione distorta è in gran parte il risultato di un bias nella classe medica, che ha storicamente enfatizzato i sintomi del DBP nelle donne, ignorando o minimizzando i casi negli uomini, escludendoli di fatto dai trattamenti dei quale avrebbero avuto diritto e bisogno.


Chiusa questa introduzione passiamo ai temi specifici del post.


Vi sta piacendo il post? Aiutatemi nella divulgazione condividendolo sui vostri canali social!


Cosa troverete in questo post:

  1. Fattori biologici nel disturbo borderline di personalità

  2. Come influisce l'ambiente nel DBP? I fattori ambientali

  3. La psicologia personale tra le cause del disturbo borderline di personalità



Fattori Biologici nel Disturbo Borderline di Personalità

Se vogliamo capire la cause del disturbo borderline di personalità (DBP) è essenziale analizzare il ruolo dei fattori biologici in questa complessa condizione mentale. Il DBP, come la stragrande maggioranza dei disturbi mentali, non può essere ridotto solo alla chimica o a un'unica causa biologica ma non possiamo nemmeno escluderla completamente.

  • Fattori genetici e predisposizione

Studi condotti su gemelli e famiglie hanno rivelato un'incidenza maggiore del DBP tra parenti di primo grado e questo suggerirebbe un chiaro coinvolgimento genetico nella predisposizione a questa condizione. Non voglio però che cadiamo in banalità e semplificazioni perché la genetica non è il solo determinante. È più accurato vedere i geni come elementi di un puzzle più ampio. Gli studi fin'ora hanno individuato diversi geni che potrebbero essere coinvolti nel DBP ma nessuno di essi agisce in modo isolato! È la complessa interazione tra questi geni e fattori ambientali che contribuisce all'espressione del disturbo. Tutti noi abbiamo un ricchissimo patrimonio genetico con il potenziale di esprimersi in un sacco di modi ma se non c'è qualcosa che attivi quei geni rimarranno lì senza esprimersi mai.


Un altro aspetto sul quale vorrei farvi riflettere è che le manifestazioni dei sintomi del disturbs hanno legami profondi con la salute del cervello oltre al fatto che molte ricerche hanno individuato alterazioni nella struttura e nella funzione cerebrale in chi ha ricevuto diagnosi di disturbo borderline. Significa che il cervello in queste persone funziona in modo diverso, processa gli stimoli in modo diverso e tali differenze influenzano la regolazione delle emozioni, il controllo degli impulsi e la percezione delle relazioni interpersonali.


Dunque: l'intreccio tra predisposizione genetica e salute cerebrale è un campo di studio in continua evoluzione e non esiste un "gene del DBP" singolo e definitivo; piuttosto, è una combinazione complessa di molte variabili genetiche e biologiche.


In sintesi, mentre i fattori genetici possono predisporre una persona ad avere il disturbo, è l'interazione tra geni e ambiente, la psicologia personale e la salute del cervello, a determinare la manifestazione di questa condizione.


Che dite sono stata chiara fin qui? Eventualmente scrivetemi nei commenti :)


Come influisce l'ambiente nel DBP? I fattori ambientali


Uno degli aspetti chiave è rappresentato dai traumi infantili, inclusi abusi, trascuratezza e instabilità familiare. L'esposizione a questi eventi durante l'infanzia aumenta il rischio di avere il disturbo borderline perché contribuisce allo sviluppo di uno stile di attaccamento diverso da quello ottimale ovvero quello sicuro.


Per altro prima abbiamo affrontato la questione genetica e il fatto che sia maggiore l'incidenza in parenti di primo grado ma sapete che la disregolazione emotiva si può imparare?! Ecco che il ruolo dell'ambiente familiare e le dinamiche interpersonali improvvisamente vengono viste sotto una diversa prospettiva, vero? Se abbiamo un genitore o un fratello/sorella maggiore disregolato è possibile che si apprenda quel modo di vivere le emozioni che sarà di conseguenza anch'esso disregolato. Le relazioni instabili o disfunzionali, l'assenza di supporto emotivo e i modelli comportamentali appresi sono tutti dei fattori importantissimi. Questi fattori, infatti, combinati con la vulnerabilità individuale, creano un terreno fertile per lo sviluppo di questa condizione.


Non dimentichiamo anche le interazioni sociali al di fuori della famiglia! Perché non sto qui a puntare i solito ditone sull'ambiente familiare come se la responsabilità della crescita sana dell'individuo fosse solo di due persone. Come dice il proverbio africano "per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio". L'esposizione continua a micro-aggressioni verbali o emotive, sia a casa che nella sfera pubblica, nella socialità, può erodere l'autostima e la stabilità emotiva. In questo contesto, l'ambiente non è solo uno sfondo, ma un partecipante attivo nel plasmare l'esperienza di chi vive con il DBP.


Riconoscere l'importanza di questi fattori ambientali è fondamentale per una comprensione completa del disturbo. Senza alcuna retorica, è necessario guardare obiettivamente a questi elementi per gettare luce sulla complessità del disturbo borderline e sviluppare strategie di intervento mirate e informate.

  • I traumi infantili: impatto di abusi, trascuratezza e instabilità familiare

Chiariamo un secondo c'è un trauma. In ambito psicologico, il trauma è un'esperienza o una serie di esperienze che superano la capacità di una persona di affrontarle e comprenderle. E questo può lasciare cicatrici profondissime, soprattutto quando si tratta di esperienze vissute durante l'infanzia.

  1. Abusi: gli abusi includono maltrattamenti fisici, sessuali o emotivi. L'impatto degli abusi nell'infanzia può essere devastante. Le ferite fisiche possono guarire ma le cicatrici emotive spesso persistono. La violenza fisica o sessuale mina la fiducia in se stessi e negli altri, contribuendo a problemi di autostima e identità. E su quell'incapacità di affrontare, comprendere e sulla bassa autostima si struttura tutta un'impalcatura! L'abuso emotivo, come anche l'umiliazione costante ha il potere di distorcere il modo in cui una persona percepisce se stessa e il mondo.

  2. Trascuratezza: la trascuratezza è l'assenza di cure adeguate e di un ambiente sicuro. Un bambino trascurato può soffrire di fame, mancanza di cure mediche ma anche mancanza di supervisione o sostegno emotivo. Vivere in questo tipo di ambiente può portare a sentimenti di abbandono, insicurezza e un senso di inadeguatezza. Guardate che non sto parlando dell'insicurezza vaga della persona che non sa cosa mettersi o cosa scegliere al ristorante o quella percepita come timida, eh?! Parlo del bambino che non ha la sicurezza di essere tenuto al sicuro dalle persone che sarebbero deputate a farlo! È una questione decisamente più profonda perché tocca l'ambito vitale. La mancanza di attenzione e affetto ostacola lo sviluppo emotivo e sociale, e ovviamente influenza le relazioni future perché la persona adulta avrà imparato QUEL modo di stare in relazione.

  3. Instabilità Familiare: l'instabilità familiare non è solo quella del divorzio o della separazione - che comunque ancora vengono difficilmente gestite dagli adulti in maniera funzionale! - ma riguarda anche conflitti costanti e non solo tra padre e madre, traslochi frequenti, allontanamenti e riavvicinamenti... Questa instabilità è in grado di privare un bambino di un ambiente sicuro e prevedibile - e vi prego di concentrarvi sulla parola 'prevedibile' - creando ansia e insicurezza. Ancora una volta: i bambini che crescono in un ambiente familiare instabile possono avere difficoltà a sviluppare un attaccamento sicuro.

In concreto, questi traumi interferiscono con lo sviluppo di meccanismi di coping (cioè di gestione) sani, rendendo le persone più vulnerabili allo stress e alle difficoltà emotive. Inoltre, possono distorcere la percezione del sé e degli altri, creando proprio gli schemi di pensiero e comportamento disfunzionali caratteristici del DBP.

  • Ambiente extra-familiare e relazioni interpersonali: come queste dinamiche influenzano lo sviluppo del disturbo

Ma secondo voi avrei condiviso di classico post che dice le solite cose?! Ambé! Apriamo quindi una parentesi sull'impatto dell'ambiente extra-familiare e delle relazioni interpersonali nel contesto del disturbo borderline di personalità.


Tante volte si instaurano dinamiche esterne o si verificano traumi all'esterno del contesto familiare dei quali la famiglia non sa assolutamente nulla e che hanno impatti devastanti. Le dinamiche sociali al di fuori del nucleo familiare, infatti, svolgono un ruolo molto significativo che troppo spesso viene ancora minimizzato. A scuola, i bambini e gli adolescenti passano gran parte del loro tempo interagendo con coetanei e insegnanti. Le relazioni difficili con i pari, una socializzazione negativa, esperienze traumatiche come il bullismo o l'ostilità degli insegnanti possono benissimo contribuire all'instaurarsi del DBP. Un ambiente scolastico ostile o privo di supporto sa generare benissimo sentimenti di isolamento e inadeguatezza.

Le relazioni amorose e amicali, quelle con i colleghi e in ogni ambito frequentato dalla persona, forniscono ulteriori sfaccettature. Le persone con disturbo borderline provano spesso una paura intensa dell'abbandono e anche questo influenzerà il modo in cui si relazionano con gli altri. La paura cronica della perdita può portare a comportamenti impulsivi o a una eccessiva dipendenza dalle relazioni, creando una spirale di instabilità.

L'ambiente extra-familiare può essere una fonte di stress cronico, le difficoltà finanziarie, la disoccupazione o l'insicurezza lavorativa possono creare pressioni costanti che peggiorano i sintomi e questo influisce sulla salute del cervello stesso. Lo stress prolungato non influisce negativamente solo sulla capacità di gestire le emozioni, amplificando l'ansia e la depressione ma aumenta la produzione di cortisolo e questo ha ripercussioni anche sulla salute fisica e sulla propria capacità di prendersene cura.

Tutto questo può concretamente contribuire alla formazione di schemi disfunzionali di pensiero, come l'ideazione ossessiva di abbandono o la tendenza all'idealizzazione e alla svalutazione delle persone nelle relazioni. Dobbiamo conoscere queste cose perché l'identificazione di questi schemi e un adeguato supporto terapeutico possono essere la svolta verso la gestione e il superamento di queste difficoltà interpersonali.


La psicologia personale tra le cause del disturbo borderline di personalità


Uno degli aspetti centrali è la bassa autostima, un tratto spesso interconnesso ai comportamenti border.

La bassa autostima è molto più di una semplice insicurezza; è una percezione radicata di sé stessi come indegni o inefficaci. Le persone con bassa autostima cercano costantemente l'approvazione degli altri, spesso attraverso relazioni instabili o comportamenti autodistruttivi.


Questa mancanza di fiducia in sé stessi può anche alimentare una paura intensa dell'abbandono, un altro tratto chiave del disturbo che, attraverso la costante ricerca di validazione, finisce col portare a:

  • dipendenza emotiva e

  • a una difficoltà nel mantenere confini sani nelle relazioni. Questi schemi di comportamento, radicati nella bassa autostima, contribuiscono alla complessità del DBP.

Inoltre, la bassa autostima può influenzare il modo in cui le persone reagiscono alle critiche o ai fallimenti. Se ci si percepisce come intrinsecamente difettosi è normale avere reazioni estreme come l'ira o la disperazione amplificate, quando si affrontano situazioni negative e queste risposte emotive intense possono, a loro volta, complicare ulteriormente il quadro radicando un'immagine di sé della quale provare vergogna.


  • Strategie di coping: i meccanismi di difesa inefficaci nel disturbo borderline

TW: ideazione suicidaria, autolesionismo!

Focalizziamoci ora sui meccanismi di coping, ossia di gestione, praticamente dei meccanismi di difesa che sebbene possano sembrare razionali all'apparenza, sono in realtà automatismi che per altro si rivelano spesso inefficaci nel lungo periodo.


Un meccanismo comune è la dissociazione, una sorta di "stacco emotivo" dalle situazioni stressanti. Inizialmente, un modo che il cervello sceglie per proteggersi dalle emozioni travolgenti che alla lunga può impedire di affrontare i problemi in modo costruttivo. La dissociazione può portare a una percezione distorta della realtà, complicando ulteriormente le relazioni e il senso di sé.



L'ideazione suicida è un altro meccanismo di coping che può emergere nel DBP. Non significa necessariamente un'intenzione concreta di farsi, spesso un grido d'aiuto disperato per sfuggire all'angoscia. Questa strategia estrema di coping riflette la profonda disperazione e la mancanza di risorse emotive nel gestire il dolore interno.


Il comportamento disfunzionale - anche detto agito - è un'altra manifestazione comune del DBP. Questi comportamenti, che vanno dal consumo eccessivo di alcol o droghe alla sessualità a rischio, dalle abbuffate e la restrizione alimentare all'autolesionismo, dalle corse in auto alle spese sconsiderate e che alleviano temporaneamente la disregolazione emotiva. Tuttavia, nel lungo periodo, non fanno altro che intensificare la spirale di disperazione e isolamento sociale.


Un altro meccanismo di difesa inefficace nel DBP è la proiezione. Ve ne avevano mai parlato prima? Se no, non vi preoccupate che lo faccio io. È quando si attribuiscono i propri sentimenti spiacevoli agli altri, creando conflitti interpersonali. Non lo si fa di proposito, anche questa per altro è una cosa che si può imparare. Quando non si riesce a SOSTENERE psicologicamente l'emozione/il sentimento spiacevole si sposta a qualcuno o qualcosa fuori di sè. Su questa mancanza di auto-riflessione si lavora moltissimo in terapia perché può impedire il progresso nella terapie stessa.


Tutti questi meccanismi pur essendo comprensibili in un contesto di profonda sofferenza, intrappolare nel ciclo del DBP. Averli capiti, aver imparato a vederli e poi essere riuscita con l'aiuto della psicoterapia a intervenire per modificarli ha rappresentato davvero una svolta nel mio modo di vedere le cose. Mi ha fortemente responsabilizzata, certo in alcuni casi ha fatto anche male perché mi sono resa conto di come i miei comportamenti avevano toccato alcune persone care... però non è stata una responsabilizzazione colpevolizzante. Sono convita che sia anche per questo che ha funzionato così bene.


CONCLUSIONI: Insomma, spero di essere stata di aiuto nel contestualizzare le cause alla base del disturbo passando dalle vulnerabilità biologiche ai traumi, dalla bassa autostima, le dinamiche sociali e i meccanismi di coping che caratterizzano questa psicopatologia.



Citazione salute mentale

 
 
 

7 commenti

Valutazione 0 stelle su 5.
Non ci sono ancora valutazioni

Aggiungi una valutazione
svanish1984
29 set 2024
Valutazione 5 stelle su 5.

Se c'è una cosa che Federica fa benissimo, oltre al resto della sua divulgazione, è unire i puntini e dare un quadro chiaro e completo di questo disturbo. Esserci passata fa tutta la differenza nel collegare disagi e spiegazioni in merito.

Mi piace

marilar
marilar
14 ott 2023
Valutazione 5 stelle su 5.

Scrivo da persona che si è interessata a chi soffre di questo disturbo in quanto credo che qualcuno nella mia famiglia possa averlo avuto, e qualcuno che è molto legato a mio fratello potrebbe averlo. In più altre persone in un qualche modo collegate a me credo lo abbiano. Sto cercando di fare luce su questo aspetto della vita di queste persone per capire meglio loro, per capire meglio come posso agire io togliendo il filtro del giudizio e mettermi al mio posto cercando di essere d'aiuto o almeno non di intralcio. È molto bello quello che stai facendo perché nessuno dovrebbe sentirsi perso e solo nel proprio dolore, tutti devono potersi rialzare perché i genitori e la vita non…

Modificato
Mi piace
Federica Carbone
Federica Carbone
14 ott 2023
Risposta a

Grazie mille a te per esserti presa il tempo di leggere il mio contenuto, per avermi lasciato la tua testimonianza ma ancora di più per aver scelto di informarti per essere vicina a qualcuno che vedi star male. 🌷

Mi piace

vitaandromeda
13 ott 2023
Valutazione 5 stelle su 5.

Proprio oggi, riordinando un cassetto della mia scrivania, ho trovato una lettera che avevo scritto a 16 anni per un suicidio che stavo pianificando... è estremamente lucida e dettagliata, considerando che l'avevo scritta di getto appena tornata da scuola... Ho deciso di portarla in terapia.

Mi piace
Federica Carbone
Federica Carbone
13 ott 2023
Risposta a

Fai benissimo a portarla in terapia. Se c'è un posto al quale affidare un vissuto di questo tipo è proprio quello. ❤️

Mi piace

FedericaM.
13 ott 2023
Valutazione 5 stelle su 5.

C'è così tanto bisogno di conoscenza, persone preparate e servizi che funzionino davvero! Io sto combattendo lamia battaglia personale, non è possibile che un paziente non abbia accesso alle cure!

Mi piace
Federica Carbone
Federica Carbone
13 ott 2023
Risposta a

Sono d'accordo, è inaccettabile. Considerando che c'è un ritardo diagnostico di 7-10 anni sale la rabbia a pensare quanto tempo perso!

Mi piace
DSC06815.jpg

Ciao e grazie di essere qui!

Dopo anni di social ho in programma di dare libero sfogo alla curiosità e al mio sguardo da ex paziente, tornare a produrre contenuti più approfonditi, rovistare tra le notizie e coinvolgere le mie conoscenze per rispondere a tutte le domande alle quali, di solito, non troviamo risposta né online né sui social.

Non perdere nemmeno un post.

Grazie per l'iscrizione!

Ti serve qualche informazione in più?
Se hai dubbi, curiosità o vuoi raccontarmi cosa cerchi, scrivimi pure qui sotto.
Ti rispondo con calma, senza fretta. 

Grazie per l'invio!

© 2023-2025 fatto con ❤️ da Federica Carbone. 📸 di Ilaria Rosso

bottom of page