Quali sono i sintomi del disturbo borderline di personalità?
- Federica Carbone
- 1 set 2023
- Tempo di lettura: 5 min
ATTENZIONE: in questo contenuto si nominano tematiche quali suicidio e autolesionismo! Chi fosse molto sensibile agli argomenti o si trovasse in un momento di fragilità potrebbe dover rimandare la lettura.
Prendetevi cura di voi ♥

Quali sono i sintomi del disturbo borderline di personalità e come faccio a riconoscerlo? Sono un'attivista per la salute mentale da quando sono stata dichiarata guarita dal disturbo borderline e mi impegno nella divulgazione dal 2015. Non c'è bisogno di specificare che queste, tra quelle che mi arrivano, sono fra domande più gettonate, giusto? Del resto è comprensibile, la ricerca sui sintomi in è un classico per qualsiasi diagnosi, pure per l'influenza stagionale e il torcidito: figuriamoci per un disturbo di personalità!
Il problema è che i sintomi che vengono riportati sulla stragrande maggioranza dei post online sono gli stessi che si possono trovare sul DSM - il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali e che non spiegano davvero nulla di cosa sia il disturbo borderline di personalità (o qualsiasi altro disturbo di personalità, in effetti). Ricordo che fu molto sorprendente scoprire tutti questi contenuti copia-incolla sia sui siti generalisti che nei blog dei professionisti.
La voce dei pazienti soprattutto era davvero assente ma a questo stiamo rimediando.
Criteri diagnostici o sintomi del disturbo borderline di personalità?
Criteri diagnostici e sintomi potrebbero coincidere oppure no. Ci avevate mai pensato? Quello che i professionisti della salute mentale cercano quando si tratta di diagnosticare un disturbo e ciò che i pazienti con quel disturbo riportano sono spesso cose molto diverse: ecco perché si chiamano indagini diagnostiche!
Il motivo per il quale i pazienti spesso si focalizzano su cose diverse rispetto a quelle che i professionisti considerano è che loro vivono con il disturbo e con il malessere che il disturbo gli causa ma non lo conoscono dal punto di vista clinico.
D'altro canto i professionisti spesso falliscono nel creare una comunicazione efficace proprio perché danno l'impressione di sorvolare su certi aspetti che il pazienti ritiene invece fondamentali.
Criteri diagnostici che i professionisti cercano
Molti di voi probabilmente li conosceranno per averli letti mille volte. Li cito dal DSM:
sforzi disperati per evitare un abbandono reale o immaginario;
un pattern di relazioni instabili e intense, caratterizzato dall'alternanza tra gli estremi di iper-idealizzazione e svalutazione;
alterazione dell'identità: immagine di sé o percezione di sé marcatamente e persistentemente instabile;
impulsività in almeno due aree che sono potenzialmente dannose per la persona (spese sconsiderate, sesso, abuso di sostanze, guida spericolata, abbuffate)
ricorrenti comportamenti, gesti o minacce suicidarie, o comportamento automutilante
instabilità affettiva dovuta a una marcata reattività dell'umore
sentimenti cronici di vuoto
rabbia inappropriata, intensa, o difficoltà a controllare la rabbia
ideazione paranoide transitoria, associata a stress o gravi sintomi dissociativi
Sintomi del disturbo borderline riportati dai pazienti
Chi cerca aiuto di solito lo fa per un malessere che non accenna a passare e che risulta soffocante. Ansia forte, attacchi di panico o di rabbia, depressione, autolesionismo, disturbi del comportamento alimentare, dismorfofobia* (che il paziente chiamerà probabilmente in altro modo) sono questi i sintomi che portano dal neuropsichiatra infantile, dallo psichiatra o dallo psicoterapeuta.
Negli ultimi anni i disturbi di personalità sono diventati condizioni molto più conosciute ma parlarne di più non vuol dire parlarne meglio. Infatti abbondano l'informazione superficiale e le fake news.
Si parla più di come capire se la persona X soffra di un certo disturbo rispetto a spiegare quale sia, per esempio, il confine tra il disturbo e la persona che ne è afflitta o senza chiedersi perché tutt'a un tratto abbiamo così tanto bisogno di trovare etichette diagnostiche per questo o quella.
Le persone tanto consapevoli da parlare spontaneamente di disregolazione emotiva*, relazioni instabili, impulsività e frammentazione del sé* sono poche (come è normale che sia) ecco perché nel momento in cui si riceve la diagnosi si interpellano spesso dr. Google o i social media.

La percezione dei sintomi borderline dall'esterno
Tutti i disturbi di personalità, non solo quello borderline, creano problemi sia a chi li ha che al loro contesto sociale perché interferiscono con il funzionamento sociale.
Il funzionamento sociale ha una forte componente culturale e sostanzialmente è il modo in cui ci si aspetta che le persone si comportino con gli altri, sia nelle relazioni - a tutti i livelli - che nei vari contesti: lavorativo, familiare, amicale, scolastico eccetera. Per esempio, ci si aspetta che un adolescente sappia stare in classe tutto il giorno relazionandosi con educazione e rispetto sia con i pari che con gli insegnanti, facendo le dovute differenze nel modo di porsi tra i primi e i secondi.
In presenza di un disturbo di personalità però riuscire a relazionarsi come ci si aspetterebbe non viene naturale per molte ragioni: il sovraccarico sensoriale è una di queste eppure non ne leggo mai.
È come se la mente fosse sempre in allerta e raggiunta da una quantità di stimoli che rapidamente diventano 'troppo'.
Il troppo di chi ha un disturbo di personalità però, non è il troppo degli altri: é un picco altissimo da quale si fatica a tornare giù e che lascia facilmente storditi. Chi vuole scendere da questa giostra tende a urlarlo più che a comunicarlo e di solito non è un atteggiamento ben visto.
Come so se è disturbo borderline o meno?
A questo può rispondere davvero solo un professionista perché la diagnosi è molto più complessa, o dovrebbe esserlo, rispetto a spuntare le caselle dei sintomi del disturbo. La diagnosi non dovrebbe mai essere solo categoriale cioè non dovrebbe puntare solo a dare un nome al disturbo ma è importante che sia anche dimensionale, ovvero che analizzi la personalità nel suo complesso per capire come funziona attualmente e forse avere anche un'idea di come potrebbe funzionare in assenza di disturbi o interferenze.

Riassumendo:
I sintomi di un disturbo di personalità è come si manifesta il malessere in chi ne soffre.
Sintomi e criteri diagnostici non sono la stessa cosa.
La diagnosi la fanno solo i professionisti
Mi auguro che questo post chiarisca alcuni punti e faccia emergere alcune domande, che sia terreno di inizio per un dialogo e non un altro modo per formare o confermare dei pregiudizi.
GLOSSARIO DEL POST:
dismorfofobia: è la sensazione di disagio o vera e propria paura causata dai propri difetti fisici. La persona sembra essere iper-consapevole, infatti gli altri a volte non se ne accorgono neppure di questi difetti o li trovano trascurabili. Può portare a mascherarli, nascondersi, arrivando addirittura a limitare le occasioni sociali o non uscire proprio di casa.
disregolazione emotiva: è la manifestazione visibile di un intollerabile dolore emotivo. Il nome tecnico della famigerata crisi emotiva o crisi borderline. Non ce n'è un unico tipo, cambia a seconda della persona che ne soffre proprio perché siamo tutti diversi.
frammentazione del sé: chi non sa chi è, cosa gli piace, verso cosa è portato, chi non sa mettere confini tra sé e gli altri, chi è suggestionabile tendenzialmente ha un Sé frammentato. Se fino ad un certo punto della propria vita è normale non avere certe consapevolezze, da una certa età in poi inizia a diventare problematico.







Federica c'e' una forte necessità di far conoscere le problematiche di questo disturbo e portarlo il più possibile all'attenzione delle istituzioni, che sono totalmente assenti. Grazie di cuore per tutto il lavoro che stai facendo
Veramente utile questo post, chiarisce molte cose e risponde a tanti dubbi, grazie Federica per la divulgazione che fai, è ineguagliabile! 🥰